Euganea Rovolon – ALTAVILLA 2-1
EUGANEA ROVOLON: Vellere, Spessato, Finesso, Zordan, Bertocco (19’pt Polito), Cavaliere, Barbiero, Fattore, Barbieri (34’ st Cogo), Trevisan (24’ st Carlotto), Perton. All.: Pasianotto.
ALTAVILLA: Piotto, Farina (40’ st La Barbiera), Moschin, Bedin, Procacci, Bonetto, Zen, Pizzolato, Pizzi, Melillo, Fioretto (19’ st Maltauro). All.: Piva.
Reti: pt: 43’ su rigore Barbieri (ER); st: 28’ Perton (ER), 29’ Pizzi (A)
Arbitro: Genovese di Padova
>> LA PARTITA
Il debutto coincide con una sconfitta. Niente punti alla prima di campionato per un Altavilla coriaceo, che si difende con ordine e alla fine paga al prezzo più alto una partita decisa da due calci piazzati. Un penalty nella prima frazione – più no che sì il fallo ravvisato dal signor Genovese – e una punizione nella ripresa, fatta inspiegabilmente ripetere (il primo tiro era finito forse dalle parti di Nanto) e poi al bis sfortunatamente deviata da Melillo. In mezzo per la verità poche altre emozioni, bicchiere mezzo pieno almeno per quanto riguarda i rischi occorsi.
Nel 4-4-2 di Piva ancora qualcosa da affinare c’è, ma i reparti stanno accumulando minuti nelle gambe e nella testa, e per i molti debuttanti in categoria ciò significa parecchio. La squadra tornerà al lavoro stasera in previsione del debutto davanti al pubblico del comunale di Tavernelle previsto per domenica prossima (ore 15.30) contro il Colli Euganei, altra padovana reduce dalla sconfitta con la Riviera Berica. Dopo la fase di scarico, il gruppo proseguirà con la preparazione senza palla (al grido di “Seguite me reghezzi”) per intensificare la condizione.
>>I PROTAGONISTI
PIOTTO: L’ipnosi alla Dudek non gli riesce sul penalty, nella punizione del raddoppio ci mette le unghie ma non basta. BECO E BASTONA’
FARINA: Quello del terzino non è il suo ruolo favorito, ma lui si piazza lì e anticipa, bacchetta quando serve, e dà nel complesso senso di ordine e disciplina. SERGENTE HARTMAN
MOSCHIN: Copre e verticalizza, verticalizza e copre. E pure quando deve andare in anticipo c’ha il tentacolo giusto. Cosa si può volere di più? Che legga anche il futuro? POLPO PAUL
BEDIN: Si muove lungo tutta l’asse del centrocampo, ma non riesce a sfondare. L’intesa coi compagni dirimpettai va crescendo. La rabona del finale vale da sola il prezzo del biglietto. BUM BUM TEVA
PROCACCI: Assolto sul penalty – lo stesso attaccante ha ammesso (dopo…) che il fallo non c’era – è l’ultimo a risotterrare l’ascia di guerra. FORT APACHE
BONETTO: L’è sempre compagno. Responsabile, imperturbabile e inossidabile. Non perde la testa e non sembra sentire pressioni. YOGA
ZEN: Un autentico furto (la gara) e un furto autentico (alla macchina). Ma uno così manco le pallonate lo abbattono. BLINDATO
PIZZOLATO: I piedi damascati, orfani delle “bambine” sono gli stessi. Non si infiamma, ma l’impressione è che sia sempre pronto a fare fuoco. FULMICOTONE
PIZZI: E’ uno sporco lavoro il suo, ma qualcuno lo deve pur fare. Le prende da mezza squadra avversaria (ma sono sempre falli preziosi), spazia da un lato all’altro e quando può, tira. E quando tira segna. CONCRETEZZA
MELILLO: Si sbatte finchè ha fiato, copre sulla fascia di competenza e palla a terra dimostra di saperci fare, anche quando si sposta al centro. METTILO DOVE VUOI
FIORETTO: Gli arriva poco di giocabile, non gli resta che il pressing per fare il primo dei difensori. Anche i calci piazzati in effetti vanno a cercarlo pochino. PROVACI ANCORA, FIORZ!
LA BARBIERA: Si riscalda, si raffredda, si riscalda, si raffredda… E lo sbalzo termico, to’o gggiuro, non gli fa bene al piede, che manda fuori (ggg)giri un buon pallone. Ma il suo momento verrà. CU’ FU?
MALTAURO: El toro no se fa matar, ma ha pochi spazi in cui infilarsi per far male. FAMELICO
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